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lunedì, 21 luglio 2008

BUBBA HO-TEP (2002, Don Coscarelli)

Elvis Presley e un nero che si crede John F. Kennedy, vecchi e rincoglioniti degenti di un ospizio di serie B, combattono contro una mummia che sembra il sergente Hartman di Full Metal Jacket.
No, non ho mangiato pesante.
E' la trama di un film che qui in Italia non s'è visto se non a un festival horror di provincia.
Bubba Ho-Tep è una commedia horror tratta dall'omonimo romanzo di Joe R. Lansdale e diretta dal paffutello Don Coscarelli, che qualcuno magari si ricorderà per un bell'episodio della serie Masters of Horror.
Ma Bubba Ho-Tep non è una commedia. non è neanche un film horror. E' un film sulla vecchiaia. E' la storia di un Elvis che decide di mollare tutto perchè la vita da star è così avvilente; troverà una nuova felice identità nel suo sosia e imitatore Sebastian Haff, ma un incidente lo costringerà a ritirarsi dalla modesta scena da tribute-man e la malattia a passarsi una vecchiaia di merda su un letto d'ospizio.Il film, flashback a parte, sta tutto lì, in quelle due basette ingrigite e il classico paio di occhiali stanchi di dover combattere giorno e notte contro il cancro.
Il già allora decadente mondo dello spettacolo ha ucciso Elvis Presley, che come uno zombi malandato cerca di ammazzare la giornata insieme a un pazzo amico di colore che è convinto che Lyndon Johnson voglia ucciderlo.

L'idolo cult Bruce Campbell interpreta magistralmente un personaggio stanco e malinconico, pieno di rimpianti eppure lucido, ironico e divertente, tenero nel cercare di dimostrare a se stesso di essere ancora il Re di una volta. Elvis e la sua anima rinascono nel piccolo gesto di un eroe che elimina la minaccia nemica in nome della propria dimora, un grigio e terribilmente noioso ospizio che tuttavia è come una casa per il protagonista.
Non fraintendetemi, il film è divertente, i dialoghi sono brillanti e intelligenti e le poche scene horror sono niente più e niente meno che quello che un amante del demenziale possa aspettarsi. Eppure il film non fa paura e non fa ridere. Fa "sorridere", il che è una gran bella differenza. Fa sorridere e lascia l'amaro in bocca. E ti fa domandare perchè cazzo mai film del genere debbano restare esclusivamente all'interno di un circuito legato al genere horror.
Regia di Coscarelli perfetta, colonna sonora azzeccata, interpreti adorabili.
You don't fuck with the King.
postato da rudderless alle ore 21:17 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: bubba ho-tep



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